
Ciao Teacher,
📌 In questa newsletter (4 minuti di lettura):
→ Decreto terzo ciclo abilitanti: cosa cambia davvero
→ GPS 26-28: l’Ordinanza fa ghosting (e cosa fare intanto)
→ Nuove Indicazioni Nazionali: pubblicate, ma…
→ La domanda scomoda (su Report, la scuola e la tua formazione)
Domenica.
Hai appena pensato: “Oggi mi rilasso. Niente scuola. Niente famiglie. Niente colleghi”.
E proprio in quel momento, come in un film horror, ecco apparire sul tuo smartphone tre notizie:
“È uscito il decreto del terzo ciclo!”
“L’Ordinanza GPS è in arrivo”
“Le nuove Indicazioni Nazionali in Gazzetta Ufficiale”
Respira.
Abbiamo preso tutto, l’abbiamo shakerato, e ti portiamo il succo.
Backstage — Il nostro sport preferito: togliere rumore
In community questa settimana la frase più detta è stata:
“Aspetto che esca l’OM e poi mi organizzo.”
Traduzione simultanea:
“Aspetto che arrivi aprile e poi mi rimetto in forma.”
Non serve panico. Serve solo una cosa: mossa piccola, adesso.
Perché il 2026 non ti chiederà “sei prontə?”
Ti chiederà: “Hai cliccato ‘Invia’ senza errori? Hai scelto la provincia giusta?”
Dal mondo scuola — Percorsi abilitanti 60/30/36 CFU: decreto terzo ciclo PUBBLICATO
Qui niente “si dice”, niente “pare”.
È ufficiale: il MUR ha pubblicato il decreto del terzo ciclo dei percorsi abilitanti per la secondaria.
Cosa significa, in pratica (versione umana):
Percorso da 60 CFU/CFA
Il “classico” per chi deve abilitarsi e non ha scorciatoie.
Percorsi da 30 CFU/CFA
Per docenti con almeno tre anni di servizio negli ultimi cinque (di cui almeno un anno specifico) o che hanno partecipato al concorso straordinario bis.
Percorsi di completamento da 30 e 36 CFU/CFA
Per vincitori di concorso/neoassunti in condizioni particolari (es. 24 CFU entro ottobre 2022 o ITP non abilitati, ecc.).
E per chi ha già una specializzazione o un’abilitazione?
Che fine hanno fatto i percorsi con iscrizione in sovrannumero?
La parte “da non sbagliare”
✅ I posti sono ripartiti per Ateneo/AFAM (quindi: non è “vedo poi”, è “guardo dove e come posso entrare”)
✅ C’è una riserva posti (con meccanismi e percentuali) per alcune categorie: tradotto, non tutti competono nello stesso modo
✅ Le procedure vere le troverai nei bandi delle singole università (e lì si gioca la partita)
Se stai puntando alle GPS 26-28 o al ruolo, questa notizia non è “formazione generica”.
È una tessera che incastra punteggi, riserve e scelte strategiche.
GPS 26-28 — Ordinanza in arrivo: cosa sappiamo (e cosa NO)
Verità semplice: l’Ordinanza GPS non è ancora uscita.
Tutto ciò che gira è bozza / anticipazione / interpretazione.
E quindi oggi facciamo una cosa adulta:
✅ Ci prepariamo senza inventare regole.
La mossa intelligente (che ti farà ringraziare il te di febbraio)
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In community avrai la possibilità di essere aggiornato e formarti appena sarà pubblicata l’ordinanza.
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(Sì: è una di quelle cose che “lo faccio dopo” e poi ti salva quando il portale apre.)
Nuove Indicazioni Nazionali — Avanti tutta nonostante le criticità
E qui arriviamo al punto che sta passando sotto radar:
1) Nuove Indicazioni Nazionali: pubblicate in Gazzetta
È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Decreto n. 221 del 9 dicembre 2025 sulle Indicazioni Nazionali per infanzia e primo ciclo, con entrata in vigore 11/02/2026.
Punti principali:
Entrata in vigore: anno scolastico 2026/27, partendo dalla scuola dell’infanzia e dalle classi prime di primaria e secondaria di primo grado, con implementazione graduale
Latino: possibile introduzione del Latino per l’Educazione Linguistica (LEL) già dal 2026/27 nelle classi seconde e terze della secondaria di primo grado, utilizzando gli spazi di autonomia scolastica
Storia: confermato l’insegnamento come disciplina autonoma dalla terza primaria, a partire dall’anno scolastico 2027/28
Attuazione: richiederà la rielaborazione del curricolo d’istituto tramite delibere dei collegi docenti
2) Il “ma”: pareri, osservazioni, tempi di adozione
Sul tema Indicazioni Nazionali, negli ultimi mesi si sono mossi anche gli organi consultivi: il Consiglio di Stato ha espresso osservazioni e richieste di chiarimento in documenti pubblici.
Sintesi dei pareri critici sulle nuove Indicazioni Nazionali
Le principali organizzazioni consultate (CISL Scuola, IRSEF IRFED e CSPI) hanno espresso significative riserve sulle nuove Indicazioni Nazionali per il primo ciclo.
Le criticità convergono su alcuni nodi fondamentali:
Processo di consultazione ritenuto troppo rapido e poco partecipato
Impianto culturale limitato e poco attento alla dimensione europea e interculturale, con affermazioni potenzialmente divisive come “Solo l’Occidente conosce la Storia”
Testo eccessivamente prescrittivo nei contenuti (specialmente le “conoscenze”), rischiando di comprimere l’autonomia scolastica e di favorire un ritorno alla logica trasmissiva del “programma”
Sul piano pedagogico, si critica:
- Lo squilibrio tra enfasi sui contenuti disciplinari e scarsa attenzione ai processi cognitivi
- La figura del docente come “Magister” con autorevolezza a priori
- La marginalizzazione del ruolo attivo dello studente
Particolare preoccupazione desta la disciplina Storia, per l’eliminazione delle fonti storiche e l’accentuazione dell’identità nazionale a scapito dell’approccio metodologico disciplinare.
Si evidenzia inoltre la mancata integrazione con documenti recenti (Raccomandazione UE 2018, Agenda 2030, competenze non cognitive) e l’assenza di temi cruciali come l’internazionalizzazione, l’educazione finanziaria e una strategia chiara sull’intelligenza artificiale.
La vera domanda è: i docenti le hanno lette? Cosa ne pensano?
Chiudiamo con una domanda (scomoda, ma necessaria)
Qualche giorno fa si è aperto un acceso dibattito sul servizio di Report dedicato alla scuola.
Numerosi docenti e divulgatori si sono schierati contro l’immagine distorta che è emersa, evidenziando semplificazioni eccessive, imprecisioni e veri e propri errori normativi che hanno contribuito a rafforzare stereotipi dannosi sulla professione docente.
Altri, invece, hanno apprezzato il fatto che almeno si sia parlato pubblicamente di alcuni problemi reali della scuola, spesso ignorati dal dibattito mainstream, pur riconoscendo le imprecisioni del servizio.
Questo episodio ci pone di fronte a una questione cruciale:
Tu da che parte stai?
E soprattutto, sei in grado di capire autonomamente dove stanno gli errori, le imprecisioni normative, le semplificazioni fuorvianti?
La domanda vera (quella che fa la differenza)
Se avessi l’opportunità di formarti seriamente, di padroneggiare tutta la complessità normativa e burocratica del mondo scuola, lo faresti?
Investiresti tempo ed energie per acquisire competenze che ti permettano di:
✅ Riconoscere da solo cosa è corretto e cosa no
✅ Difendere la tua professionalità con argomenti solidi
✅ Partecipare consapevolmente ai processi decisionali
✅ Smascherare le narrazioni distorte sulla scuola
Oppure preferiresti:
❌ Delegare il giudizio ad altri
❌ Subire passivamente le decisioni altrui
❌ Affidarti a chi urla più forte
❌ Rifugiarti nel “non sapevo” quando emergono criticità
Facci sapere la tua, ti leggiamo.
Perché Post-Hits
Non per aggiungere contenuti.
Ma per togliere rumore.
Per aiutarti a scegliere cosa fare adesso, senza aspettare la “settimana perfetta” (che, spoiler, non esiste).
Con professionalità, passione e — sempre — un sorriso.
Il Team di Bibi Academy


