Pasqua 2026: aumenti a giugno, tagli sui posti, e perché il cioccolato funziona (ma non come pensi)

Pasqua 2026: aumenti a giugno, tagli sui posti, e perché il cioccolato funziona (ma non come pensi)

Ciao Teacher,

📌 In questa newsletter (6 minuti di lettura):

CCNL 2025-2027 firmato: quanto arriva e quando

→ I tagli che nessuno vuole vedere: -7.834 posti

→ Pasqua e cioccolato: cosa dice davvero la scienza (spoiler: non è quello che credi)

→ Live TFA Sostegno martedì 8 aprile ore 19

Contratto firmato: aumenti in arrivo (ma calma)

1° aprile 2026

Il CCNL 2025-2027 per il comparto Istruzione e Ricerca è stato firmato.

E no, non è un pesce d’aprile!

Anche se, a ben leggere i numeri, potrebbe!

Cosa significa concretamente:

Aumenti medi: €143 lordi/mese per docenti, €137 lordi/mese per ATA (a regime dal 2027)

Arretrati: tra €815 e €1.250 lordi (media ~€800)

Pagamento previsto: giugno-luglio 2026

Ma facciamo chiarezza (perché i numeri si prestano a confusione)

Gli aumenti NON arrivano tutti insieme.

Sono distribuiti in tre tranche:

  • la prima decorre dal 1° gennaio 2025
  • la seconda dal 1° gennaio 2026
  • la terza dal 1° gennaio 2027.

Quest’ultima rappresenta il valore “a regime”, quello di cui parlano tutti i giornali: €143 lordi medi per i docenti e €137 lordi medi per gli ATA.

Tradotto:

Nel 2026 (anno in cui probabilmente riceverai il primo pagamento a giugno/luglio), l’aumento mensile sarà tra €75 e €115 lordi per i docenti, €60-€90 lordi per gli ATA — a seconda della tua anzianità di servizio e del tuo inquadramento.

Non i €143/€137 che leggi ovunque.

Quelli arrivano a regime dal 2027.

Solo dal primo gennaio 2027 vedrai in busta paga l’importo pieno che oggi viene pubblicizzato come “l’aumento del nuovo contratto”.

Prima di allora, riceverai cifre progressive: la prima quota è già maturata da gennaio 2025 ma non è stata ancora pagata, la seconda quota è in corso dal gennaio di quest’anno, e solo la terza — appunto dal 2027 — raggiungerà quei famosi €143 lordi medi per i docenti (che variano da circa €110 lordi mensili per chi è appena entrato fino a €185 lordi mensili per chi ha oltre 35 anni di anzianità) e €137 lordi medi per gli ATA.

Poi c’è il netto, che è un altro discorso: su quei €143 lordi, in tasca ti restano circa €100-€110 netti, a seconda delle tue detrazioni fiscali.

I tagli che nessuno vuole vedere

Parliamo dell’altra faccia del contratto.

Meno docenti

Anno scolastico 2026/2027: -1.407 posti docenti.

Dove vengono tagliati?

Sull’organico di potenziamento: da 50.202 posti a 48.795 posti per il prossimo anno, per arrivare a 45.295 nel 2028/29.

I posti comuni restano stabili a 614.572 per tutto il triennio…

E la domanda sorge spontanea.

E le assunzioni 2026/27?

Sulla base delle cessazioni previste (25.352) e dei tagli al potenziamento (-1.407), potremmo stimare che per il 2026/27 vengano autorizzate almeno 20.000-23.000 immissioni in ruolo. Tuttavia, anche se il totale dei posti vacanti è noto, il numero esatto di immissioni in ruolo autorizzate è spesso il risultato di una contrattazione politica e amministrativa che si definisce solo a ridosso dell’inizio dell’anno scolastico.

Arriviamo alla parte divertente.

Al vero pesce d’aprile!

Ci sarà un incremento dei posti di sostegno!

Ben 134 posti (da 128.036 a 128.170)

A fronte dei +1.866 posti nel 2025/2026.

Bene.

Ma non siamo gli unici a diminuire di numero!

Per l’anno scolastico 2026/2027: -2.174 collaboratori scolastici.

Licei: -1.294 posti.

Istituti tecnici, professionali, licei artistici: -880 posti

Avevate mica difficoltà al secondo grado?

Il conto finale

Totale posti tagliati nel biennio 2025-2027:

-5.660 docenti (2025/2026)

-2.174 ATA (2026/2027)

= -7.834 posti

Aumenti a regime (2027):

+€143 docenti

+€137 ATA

Domanda:

Quegli aumenti li pagano anche con i risparmi dei posti tagliati?

Sì.

Lo trovi nella Legge di Bilancio, comma 832, ma anche nel DL 36/2022.

E lo sappiamo che ti stiamo forse rovinando la Pasqua e ti sta proprio venendo voglia di addentare un pezzo di cioccolato.

Ed è per questo che adesso parliamo di…

Pasqua e cioccolato: cosa dice davvero la scienza

E di uno studio coreano del 2024 che ribalta tutto quello che credevi di sapere sul cioccolato e lo stress.

Cosa crediamo tutti

“Quando sono stressato, mangio cioccolato per stare meglio.”

Giusto?

Sbagliato.

O meglio: vero, ma per il motivo sbagliato.

L’esperimento

Studio: Changes in choice motive and emotional perception of chocolate in response to stress

Link allo studio: https://www.sciencedirect.com/science/article/abs/pii/S0963996924004484?via%3Dihub

150 persone. Due gruppi:

  • Gruppo 1: rilassato
  • Gruppo 2: stress acuto indotto

A tutti vengono mostrate tre confezioni di cioccolato fondente identiche, ma con packaging diversi:

  • Packaging A: “Piacere sensoriale” (gusto, godimento)
  • Packaging B: “Benefici per la salute” (antiossidanti, polifenoli)
  • Packaging C: “Sollievo dallo stress” (migliora l’umore)

Domanda: Quale scegli?

Risultato #1: Lo stress NON ti fa cambiare idea

Lo stress emotivo non ha modificato le motivazioni alla base della scelta.

Se di solito scegli il cibo per il piacere, sceglierai il cioccolato “sensoriale” — stressato o no.

Se di solito scegli il cibo per la salute, sceglierai il cioccolato “salutare” — stressato o no.

Lo stress non ti cambia.

Rafforza quello che già fai.

E la scelta più frequente?

Il cioccolato “piacere sensoriale”.

A valanga.

Risultato #2: Ma quello “buono” funziona meglio quando sei stressato

Il cioccolato scelto per il gusto migliora davvero l’umore quando sei stressato.

Il cioccolato scelto “per stare meglio”… no.

Perché?

Perché il tuo cervello sa già che il cioccolato buono ti fa stare bene.

Non per magia.

Non per i neurotrasmettitori.

Non perché “fa bene all’umore”.

Ma perché è BUONO.

Il piacere sensoriale — quello vero, quello che ti fa dire “oddio che buono” — quello ti migliora l’umore.

La lezione di Pasqua

Non scegliere perché “fa bene”

Non scegliere perché “aiuta contro lo stress”

Non scegliere perché “contiene antiossidanti”

✅ Sceglilo perché ti piace.

E se non ti piace il cioccolato?

Vale lo stesso principio per qualsiasi altra cosa che ti dà piacere sensoriale vero: una pizza, un gelato, una tazza di tè caldo, una torta della nonna.

Non è il cioccolato ad avere poteri magici.

È il piacere genuino che funziona.

Il tuo cervello ha già imparato che quella cosa — quella specifica che ti piace davvero — ti fa stare bene.

Non perché qualcuno te l’ha detto.

Ma perché l’hai sperimentato tu.

Quindi goditela.

Senza sensi di colpa.

Senza giustificazioni scientifiche.

Senza pensare ai benefici.

Solo piacere.

Perché quello — dice la scienza coreana — è ciò che funziona davvero

E prima di salutarti e augurarti di chiudere questa mail— e di NON pensare alla scuola per questo weekend di Pasqua —

Un promemoria doveroso:

Se devi preparare il TFA Sostegno XI ciclo, martedì 8 aprile alle 19 c’è una live gratuita in cui ti mostriamo:

✅ La mappa dei macroargomenti (cosa studiare, cosa lasciare)

✅ Gli argomenti su cui focalizzarti

✅ Una strategia di studio realistica (no “studia tutto”)

Dove: in Community Bibi Academy

👉 [Iscriviti qui (gratis) → https://www.bibi.academy/landing/optin-verso-il-tfa-2026-guida/ ]

Perché Post-Hits

Perché oggi è Pasqua.

E mentre tu stacchi (speriamo), il Ministero ha firmato un contratto che:

✅ Ti dà una manciata di euro

✅ Taglia posti di potenziamento nei prossimi tre anni

E noi vogliamo che tu sappia entrambe le cose.

Non solo la prima.

Non per rattristarti, ma per renderti consapevole!

Buona Pasqua.

E se mangi cioccolato, scegli quello che ti piace davvero.

Non quello “che fa bene”.

Con professionalità, passione e — sempre — un sorriso,

Il Team di Bibi Academy 💙

P.S. — Facci sapere se queste nostre newsletter ti piacciono e se ti piacerebbe parlassimo di qualcosa nello specifico!

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