Il giorno delle salsicce (e cosa c’entra con noi)

Il giorno delle salsicce (e cosa c'entra con noi)

Ciao Teacher,

📌 In questa newsletter (7 minuti di lettura):

→ Il giorno delle salsicce: la storia da portare in classe lunedì

→ E se ci fermassimo noi? (riflessione per docenti)

→ Carta Docente 2026: la coperta si è accorciata

→ GPS ultimi 8 giorni + il messaggio di Laura

→ TFA e INDIRE: ci siamo quasi

→ Didacta mercoledì: passa a trovarci

Oggi è l’8 marzo.

Probabilmente stai pensando:

“Domani cosa dico in classe?”

Hai due opzioni.

Opzione A (la solita):

  • Le mimose
  • Le suffragette
  • “Le donne sono importanti”
  • Fine

Opzione B (quella che resta):

Racconti una storia vera.

Una di quelle che quando finisci di parlare, in classe c’è silenzio.

E poi partono le domande.

Ti diamo la storia.

Tu decidi cosa farne.

Il giorno delle salsicce

24 ottobre 1975 | Reykjavík, Islanda

Quella mattina, il 90% delle donne islandesi non si presentò.

Non al lavoro.

Non a casa.

Da nessuna parte.

Si fermarono.

Semplicemente: quel giorno, non c’erano.

Cosa successe:

Ore 8:00 del mattino:

Le scuole aprirono. Ma non c’erano maestre.

I presidi guardarono aule vuote e corridoi silenziosi.

Chiusero tutto.

Ore 9:00:

Gli uffici si svegliarono senza segretarie, impiegate, manager donne.

Le telefonate rimasero senza risposta.

I documenti, non archiviati.

Le riunioni, annullate.

Ore 12:00:

I supermercati andarono in tilt.

Gli uomini arrivarono per comprare qualcosa da mangiare.

Non sapevano cosa prendere.

Le salsicce andarono sold-out in tutta la città.

(Erano l’unica cosa che sapevano cucinare.)

Ore 15:00:

I padri erano arrivati al lavoro con i figli.

Non sapevano dove lasciarli.

Uffici pieni di bambini che giocavano tra le scrivanie.

Ore 18:00:

L’Islanda capì.

Cosa capì, esattamente?

Che tutto quello che dava per scontato — scuola, uffici, case, pasti caldi, bambini accuditi, documenti in ordine, telefonate risposte —non era scontato.

Era lavoro.

Lavoro invisibile.

Fatto ogni giorno.

Da donne.

E quando quel lavoro non c’era più, l’intero paese si fermò.

Cinque anni dopo:

1980.

L’Islanda elegge Vigdís Finnbogadóttir.

La prima donna presidente al mondo eletta democraticamente.

Oggi, 2026:

L’Islanda è il paese con la maggiore parità di genere al mondo.

(Global Gender Gap Report)

Tutto è iniziato quel giorno.

24 ottobre 1975.

Il giorno in cui le donne si fermarono.

Ancora oggi, in Islanda, quella giornata è ricordata con ironia come “il giorno delle salsicce”.

Le domande da portare in classe

Dopo aver raccontato questa storia, prova a chiedere:

Per i più piccoli:

  • “Secondo voi, perché si chiama ‘il giorno delle salsicce’?”
  • “Quali lavori facevano le donne che nessuno vedeva?”
  • “Cosa succederebbe se oggi, nella vostra casa, qualcuno si fermasse per un giorno?”

Per i più grandi:

  • “Cosa significa ‘lavoro invisibile’? Esiste ancora oggi?”
  • “Perché ci sono volute proteste per far notare qualcosa che c’era sempre stato?”
  • “Cosa cambierebbe se in Italia facessimo la stessa cosa oggi?”

Perché questa storia resta

Non è retorica.

Non è “le donne sono brave”.

È: “Le donne hanno fatto qualcosa di concreto e ha cambiato la storia.”

Questo resta.

Le mimose, no.

E se ci fermassimo noi?

Ora facciamo una cosa.

Spostiamo la storia dal 1975 in Islanda al 2026 in Italia.

Immagina.

Immagina che domani, lunedì 9 marzo, tutte le donne docenti in Italia non si presentino.

Cosa succederebbe?

I numeri (quelli veri):

Oltre l’80% del personale docente nelle scuole statali italiane è donna.

  • Scuola dell’infanzia: 99%
  • Scuola primaria: 96%
  • Scuola secondaria di I grado: 76,5%
  • Scuola secondaria di II grado: 65,9%

Tradotto:

Se le donne docenti si fermassero per un giorno:

  • Tutte le scuole dell’infanzia chiuderebbero
  • Quasi tutte le scuole primarie chiuderebbero
  • Le scuole medie sarebbero paralizzate
  • Le superiori in grave difficoltà

Niente scuola = niente lavoro per milioni di genitori.

Niente lavoro per genitori = niente economia.

L’Italia si fermerebbe.

Eppure.

Eppure, quando i tuoi studenti ti chiedono:

“Prof, ma se vi trattano così, se guadagnate così poco, perché non fate qualcosa?”

Cosa rispondi?

Sorridi.

Alzi le spalle.

Cambi discorso.

Pensi: “È complicato.”

Ma forse, forse, la storia dell’Islanda ci ricorda qualcosa:

Il lavoro invisibile resta invisibile finché non scompare.

E noi?

Noi siamo qui. Sempre.

Anche quando sarebbe legittimo non esserci.

E a proposito di accettare…

Parliamo di cose concrete.

Carta Docente 2026 — La coperta si è accorciata

Cosa è cambiato quest’anno:

Dal 2025/26 la Carta Docente è stata estesa anche ai docenti precari con contratto al 30 giugno e 31 agosto.

Ottimo, giusto? Sì.

Ma.

Il Ministero lo scorso anno aveva promesso un aumento dei fondi per andare incontro a questa esigenza.

Cosa è successo davvero?

1. Importo ridotto

Non più 500€, ma 383€.

Più persone coperte, meno coperta per ciascuno.

2. Dispositivi elettronici: ogni 4 anni

Prima: Potevi comprare potenzialmente un device all’anno.

Ora: Uno ogni 4 anni.

Buona notizia: Quest’anno vale come anno zero.

Tradotto: compra oggi, poi aspetta 4 anni.

Se stavi pensando a un tablet, un pc, uno smartphone per lavoro:

È ora e mai più (per 4 anni).

3. Trasporti: solo compagnie aderenti (dal 9 marzo)

Da domani (9 marzo): Puoi usare la Carta Docente per le compagnie di trasporto, purchè aderiscano alla convenzione.

Quali sono? Ancora non si sa con chiarezza.

🛒 Cosa puoi comprare (recap utile):

✅ Libri

✅ Formazione

✅ Biglietti per musei, mostre, eventi culturali

✅ Cinema, teatro, concerti

✅ Hardware e software (ogni 4 anni)

✅ Trasporti (solo compagnie convenzionate dal 9 marzo)

GPS — Ultimi 8 giorni

Scadenza: 16 marzo 2026

Otto giorni.

Poi chiude.

(Ci rivediamo in estate per le 150 preferenze, ma quella è un’altra storia.)

In questi giorni di caos, una cosa è diventata estremamente chiara:

I docenti sono stanchi di comprare titoli e non formarsi.

E noi con voi.

Perché quando arrivano messaggi come questo, capiamo che stiamo andando nella direzione giusta:

💌 Il messaggio di Laura

Ciao Bibi Academy,

Vi scrivo per ringraziarvi per il corso che avete messo a disposizione con la bravissima e competente Greta.

Non ho completato tutte le lezioni perché il mio livello era già abbastanza alto, ma grazie alle sue spiegazioni puntuali e utili, ho potuto superare il DigComp 2.2 con livello 8, e il DigCompEdu con livello C.

Vorrei poi ringraziarvi perché, nel mare magnum della corsa alle certificazioni, voi siete stati gli unici in cui sono incappata ad aver messo a disposizione un corso.

È vero che le certificazioni fotografano uno stato, ma non è una delle responsabilità degli insegnanti quella di curare la propria formazione continua?

Quindi tra una promessa di certificazione certa e un corso utile e strutturato, io sono stata ben felice di aver pagato per la seconda opzione.

Complimenti a voi per il lavoro svolto!

Buon weekend,

Laura

Perché questo messaggio ci ha fatto sorridere (e commuovere):

Perché potevamo fare anche noi solo la fotografia delle competenze digitali.

Darti solo punti e certificato ACCREDIA.

200-300€, un PDF, fatto.

Ma cosa sarebbe rimasto a te?

Nulla.

Solo l’ennesimo pezzo di carta.

Vuoto.

E intanto, in classe, ti chiedono di usare l’AI.

Ti chiedono di fare didattica digitale.

Ti chiedono competenze che nessuno ti ha mai insegnato.

E tu dovresti sapere la differenza tra un file .xml e un .doc.

Dovresti sapere cosa significa DigComp, non solo “averlo”.

Dovresti saper fare, non solo aver comprato.

E noi questo non potevamo permetterlo.

Così abbiamo chiamato Greta Galli.

Una delle migliori formatrici tech d’Italia.

E le abbiamo chiesto:

“Fai un corso che formi davvero. Non uno che fa solo passare il test.”

E lei lo ha fatto.

Il risultato:

  • Docenti che superano DigComp 2.2
  • Docenti che superano DigCompEdu
  • Docenti che imparano davvero
  • Docenti che usano davvero quello che hanno imparato

Questo è il corso che volevamo.

E Laura, Martina, Dorina, Rary, Eugenia e tanti altri ci ha scritto per dirci: “Grazie. Avevo bisogno di questo.”

Puoi ancora farne parte.

Se ti servono ancora le certificazioni informatiche (hai tempo fino al 16 marzo per inserirle in GPS, ma ti consigliamo di fare l’esame entro l’11-12 per stare tranquillo, nei tempi – il certificato arriva entro 48h):

👉 Percorso Certificazioni DigComp con Greta Galli

Non ti stiamo vendendo niente.

Ti stiamo dicendo: se vuoi formarti davvero, mentre prendi i punti, si può, il corso te lo regaliamo noi.

E come Laura, porterai a casa qualcosa di concreto.

Non solo un PDF.

TFA INDIRE — Bandi in arrivo

Attesi: Tra pochi giorni (entro metà marzo)

Cosa sappiamo (al momento):

Percorsi INDIRE (30 CFU):

  • Poco più di 19.000 posti per triennalisti
  • Attenzione: Se le domande superano i posti, non tutti saranno ammessi

TFA Sostegno XI ciclo:

  • Chi resta fuori da INDIRE potrà iscriversi al TFA
  • Prove selettive (preselettiva, scritta, orale)
  • Posti limitati per ateneo, attesi 30.000 posti.

Approfondiremo tutto appena torniamo da Didacta.

Con Cristina, in community, con una live dedicata.

E a proposito…

Memo Didacta — Ci vediamo mercoledì?

11-13 marzo | Fortezza da Basso, Firenze

Stand W33 | Padiglione Spadolini Attico

Mercoledì inizia Didacta.

Noi siamo lì.

Passa a trovarci.

Anche solo per un caffè.

Anche solo per prendere un gadget e scappare. ❤️

E 4 eventi che abbiamo organizzato per parlare di cose che contano.

👉 Programma dei nostri eventi in Area Social Prof

Perché Post-Hits

Perché oggi è l’8 marzo.

E potevi ricevere l’ennesima mail retorica su “quanto sono importanti le donne”.

Invece:

Ti abbiamo dato uno spunto concreto per la classe.

Ti abbiamo aggiornato su Carta Docente, GPS, TFA, INDIRE.

Ti abbiamo ricordato che Didacta inizia mercoledì.

Perché il nostro lavoro è questo:

Togliere il rumore e darti quello che serve davvero.

E se domani, lunedì 9 marzo, entri in classe e racconti la storia dell’Islanda:

Facci sapere come è andata.

Rispondi a questa mail.

Ci piacerebbe sapere se conoscevi questa storia e se la utilizzerai.

Ti leggiamo sempre. ❤️

Con professionalità, passione e — sempre — un sorriso,

Il Team di Bibi Academy 💙

P.S. — Oggi, 8 marzo, prenditi un momento.

Non per le mimose.

Ma per ricordarti che anche tu fai la differenza.

Ogni giorno. In quella classe. Con quegli studenti.

Anche quando non lo vedi.

E se ti stai chiedendo cosa succederebbe se in Italia facessimo come l’Islanda nel 1975…

Be’, sarebbe interessante, no? 😏

(Forse scopriremmo che anche qui finirebbero le salsicce.)

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