Buoni propositi per il nuovo anno: disciplina e metodo

Buoni propositi per il nuovo anno: disciplina e metodo

Ciao Teacher,

C’è una data che si è guadagnata un nome poco lusinghiero.

Il 19 gennaio.

Gli esperti lo chiamano “Quitter’s Day” — il giorno degli arresi. Secondo uno studio dell’app Strava su 800 milioni di attività, circa l’80% delle persone che formula un buon proposito per l’anno nuovo lo abbandona entro quella data.

Tre settimane. Ventuno giorni. È tutto ciò che separa l’entusiasmo di Capodanno dalla resa.

Più ordine. Più tempo. Più concentrazione. “Da domani cambia tutto.”

Poi passano i giorni. Passano le settimane. E senza nemmeno accorgercene, torniamo nelle vecchie abitudini. Stessi schemi. Stesse distrazioni. Stessa sensazione di rincorrere il tempo.

Ma ecco il punto: non è colpa tua.

Quello che nessuno ti dice sui buoni propositi

La ricerca scientifica sul comportamento umano dimostra che il fallimento delle buone intenzioni è un fatto universale. Non è debolezza di volontà. Non è mancanza di carattere.

Uno studio condotto da ricercatori dell’Università di Scranton ha rilevato che solo il 19% delle persone mantiene i propri obiettivi dopo due anni. Ma la stessa ricerca rivela qualcosa di illuminante: chi formula propositi concreti ha 10 volte più probabilità di realizzarli rispetto a chi non ci pensa affatto.

La differenza non sta nella volontà. Sta nel metodo.

La lezione di Viktor Frankl

Nel 1945, lo psichiatra viennese Viktor Frankl uscì vivo dai campi di concentramento nazisti. Aveva perso tutto: la moglie, i genitori, il fratello, il manoscritto di una vita di studi.

Ma aveva capito qualcosa che avrebbe rivoluzionato la psicologia.

I prigionieri che avevano più possibilità di sopravvivere non erano i più forti o quelli fisicamente più in salute, bensì quelli che in un modo o nell’altro riuscivano a dirigere i loro pensieri verso uno scopo ed un obiettivo da realizzare.

Frankl lo chiamò “volontà di significato”: la motivazione principale dell’uomo non è il principio del piacere né la volontà di potenza, bensì il desiderio di trovare un senso, uno scopo per la propria vita.

Tradotto in termini pratici? I buoni propositi non falliscono perché sono sbagliati. Falliscono perché non hanno un perché abbastanza forte da sostenerli quando l’entusiasmo finisce.

Il metodo dell’1%

James Clear, nel suo bestseller Atomic Habits, ribalta completamente l’approccio ai cambiamenti.

L’ossessione per gli obiettivi, invece di aiutarci a migliorare, rischia di diventare un’ulteriore fonte di stress, e perfino di farci fallire. Noi non siamo i nostri obiettivi: siamo la somma delle nostre abitudini.

Clear propone qualcosa di controintuitivo: il vero cambiamento non nasce da una singola grande svolta, ma dalla combinazione di tanti miglioramenti quasi impercettibili: un piccolo passo alla volta, un progresso quotidiano dell’1%.

Un 1% al giorno sembra invisibile. Ma in un anno, è una trasformazione del 37x.

Non serve la rivoluzione. Serve la costanza.

La disciplina non è rigidità

Chi diventeremo domani dipende da quanto oggi siamo capaci di rispettare le promesse che abbiamo fatto a noi stessi ieri.

La disciplina non è costringersi. Non è autopunizione. È restare nel focus.

È scegliere cosa conta davvero — e tornarci ogni giorno, anche quando l’entusiasmo cala. Anche quando nessuno guarda. Anche quando sarebbe più facile rimandare.

Una delle lezioni principali di Atomic Habits è che la costanza batte la perfezione. Non devi essere perfetto nel seguire una nuova abitudine ogni giorno, ma devi essere coerente.

GPS e graduatorie regionali: facciamo chiarezza

In questi giorni il tema GPS è tornato al centro delle domande della community. Graduatorie, scenari possibili, tempistiche, scelte strategiche.

Ciò che emerge è una cosa semplice — ma scomoda: chi si prepara per tempo, sceglie meglio. Chi aspetta, subisce.

A partire dall’anno scolastico 2025/2026, le graduatorie dei concorsi saranno integrate con gli idonei che hanno superato la prova orale, fino a un massimo del 30% dei posti banditi.

Il sistema sta cambiando. Le regole del gioco si stanno riscrivendo.

Non serve ansia. Serve metodo. Serve lettura corretta dei dati e capacità di anticipare.

In questo momento di cambiamento saremo al tuo fianco 😉

13 – 15 – 16 gennaio: tre eventi gratuiti sulla Lezione Simulata

Iniziamo l’anno a bomba.

Da settimane lavoriamo a qualcosa di nuovo. Un progetto con tre caratteristiche precise: inclusivo, accogliente, accessibile. Ma soprattutto: utile davvero.

La lezione simulata è il cuore della prova orale del concorso. Non è un momento in cui si finge di interagire con una classe inesistente. Piuttosto, si tratta di un’occasione in cui, seguendo una traccia e uno schema ben definito, si deve articolare una lezione davanti alla commissione.

La traccia da sviluppare per svolgere la lezione simulata viene estratta dal candidato 24 ore prima dell’orario programmato per la propria prova.

24 ore. Un giorno per progettare, strutturare e preparare una lezione che potrebbe cambiare la tua carriera.

Per questo stiamo per rilasciare tre eventi formativi gratuiti, pensati per aiutarti a:

  • capire la struttura della prova e i criteri di valutazione
  • progettare un’Unità di Apprendimento efficace
  • costruire una presentazione chiara e ben organizzata
  • prepararti alle domande della commissione

Formazione senza rumore. Spazi dove fare domande senza sentirsi “indietro”. Strumenti concreti — non promesse motivazionali.

Se hai già visto il nostro minicorso, riceverai tutte le info via mail. Se invece non l’hai ancora fatto, puoi iscriverti ora gratuitamente:

👉 Iscriviti al Mini corso gratuito – Lezione Simulata

Soglie minime e tempistiche: cosa aspettarsi

Facciamo un po’ di ordine.

Infanzia e Primaria: ci aspettiamo le prime prove già verso fine gennaio.

Secondaria: le prove orali partiranno presumibilmente tra gennaio e febbraio 2026.

Tradotto: non serve correre, ma nemmeno rimandare. La disciplina è iniziare prima che diventi urgente.

💭 Chiudiamo da dove siamo partiti

I buoni propositi non falliscono perché sono sbagliati. Falliscono perché non hanno una struttura che li sostiene quando la motivazione finisce.

E la motivazione finisce sempre.

La disciplina non ti toglie libertà. Ti restituisce scelta, continuità, lucidità.

Viktor Frankl scrisse: “Tutto può essere tolto ad un uomo ad eccezione di una cosa: la sua libertà di scegliere come porsi di fronte ad ogni situazione.”

Tu hai questa libertà. Ogni giorno puoi scegliere di onorare le promesse che hai fatto a te stesso. Non con la perfezione. Con la costanza.

E tu? Su cosa vuoi restare focalizzato quest’anno, anche quando sarà difficile?

Rispondici via email. Leggiamo tutto. Davvero.

Buon 2026

Quest’anno che si chiude ci ha insegnato tanto. Ci ha messo alla prova, ci ha fatto crescere, ci ha ricordato che nulla è scontato.

Il 2026 arriva con le sue sfide — concorsi, graduatorie, cambiamenti, incertezze. Ma arriva anche con le sue opportunità. E tu sei qui, pronto a coglierle.

Ti auguriamo un anno di chiarezza — per sapere cosa vuoi davvero. Un anno di disciplina — per costruirlo un giorno alla volta. Un anno di coraggio — per non arrenderti al primo ostacolo.

Una community intera cammina con te. Noi saremo qui, ogni settimana, a fare un pezzo di strada insieme.

Buon anno, davvero. Che il 2026 sia l’anno in cui le promesse diventano realtà.

Con professionalità, cura e — sempre — un sorriso,

Il Team di Bibi Academy 💙

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